OERLIKON RIVOLI, TORINO: SCIOPERO CONTRO LE VIOLENZE DI POLIZIA E GOVERNO

La Rsu Fiom dello stabilimento Oerlikon Graziano di Rivoli (TO) esprime piena e incondizionata solidarietà ai lavoratori della Ast/Thyssenkrupp di Terni, aggrediti ieri a Roma senza ragione e con inaudita violenza dalla polizia, e proclama per oggi giovedì 30 ottobre due ore di sciopero in uscita.


Vogliamo dire con chiarezza che riteniamo la vergognosa condotta delle forze dell’ordine figlia dei metodi autoritari, irresponsabili e altrettanto violenti di un governo che ha sferrato un attacco senza precedenti contro i lavoratori e contro il sindacato, mettendo in discussione i diritti fondamentali e rifiutando ogni logica di confronto e di dialogo.
Con altrettanta chiarezza vogliamo ricordare che quello di ieri non è stato il primo né l’unico episodio del genere: da tempo si registra un clima violento e intimidatorio nei confronti dei lavoratori in sciopero – un esempio per tutti potrebbe essere quello degli operai della logistica, in più occasioni caricati e sgomberati dalla polizia – e di chiunque si permetta di esprimere un dissenso, dai No Tav fino agli studenti che rifiutano di farsi rubare il futuro. Condividiamo pertanto lo sdegno espresso dal segretario generale dell’organizzazione, anche se con dei distinguo – tra lavorare e manganellare un operaio che manifesta per difendere il proprio lavoro c’è a nostro avviso una grossa differenza, quindi parlare di “gente che per vivere deve lavorare mandata a picchiare altri lavoratori” ci sembra quantomeno discutibile – e anche se avremmo voluto registrarlo prima di ieri.
I fatti di Roma, qualora ce ne fosse stato bisogno, sono un’ulteriore dimostrazione della necessità di un’opposizione più determinata, che sia espressa dal nostro sindacato con maggiore decisione e attraverso il ricorso a forme di lotta più radicali. Chiediamo quindi nuovamente con forza uno sciopero generale antecedente all’approvazione del Jobs act e l’organizzazione di una mobilitazione permanente e generalizzata al fianco di tutte le realtà che si oppongono a quello che, ormai è chiaro a tutti, è un progetto destinato ad assumere i connotati del massacro sociale.
L’aggressione di classe in corso assume modalità sempre più inequivocabili: se il premier dice che la difesa dei diritti di base del lavoro ci riporta ai tempi del gettone telefonico, noi rispondiamo che la condotta del suo governo rappresenta un salto indietro nel tempo molto più lungo, fino a periodi assai bui della storia di questo paese.
Gli operai di Terni siamo noi, come siamo noi tutte le vittime di una repressione alla quale, Renzi lo sappia, i lavoratori non sono disposti a restare indifferenti.

Rsu Fiom Oerlikon Graziano – Rivoli (TO)

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