ODG coordinamento nazionale
Confindustria, incassati tutti i vantaggi della politica legislativa di Renzi , pretende ora di cancellare la contrattazione collettiva a favore di quella individuale ed incontra la disponibilità al confronto della Fiom sul tavolo dei meccanici e della Cgil su quello confederale. Il programma dei mille giorni di Renzi, dal mercato del lavoro alla scuola, dal blocco dei contratti allo statuto dei diritti dei lavoratori rappresenta il tentativo di un’organica ridefinizione del sistema sociale del nostro paese che accresce la ricattabilità, la precarietà e la subordinazione del lavoro a tutto vantaggio delle imprese, ed è destinato a cambiare profondamente la natura stessa ed il ruolo del sindacato. L’uccisione a fucilate da parte di un padrone di due lavoratori edili, suoi ex dipendenti, che rivendicavano il pagamento di stipendi arretrati non è un fatto di cronaca nera, ma uno dei risultati della degenerazione di fase, di un clima generale che considera uomini e donne variabili dipendenti del mercato, dell’impresa e del profitto. Quello che è ancora piu grave è la totale assenza di una risposta sindacale a questa barbarie.
Contro questo disegno, contro questa degenerazione bisogna lottare. Bene hanno fatto i compagni della rsu Fiom Same a scioperare subito contro il disegno del governo. Sosteniamo la loro iniziativa e invitiamo tutte le rsu che ne hanno la condizione a seguire il loro esempio. Come iscritti, militanti e dirigenti della Cgil crediamo che il momento delle esitazioni debba finire.
Bisogna proseguire la campagna per lo sciopero generale. Continueremo a lottare per portare la Cgil a rompere ogni subordinazione e mettere in campo il conflitto e il contrasto necessario a fermare la violenta aggressione al mondo del lavoro. Cosi come denunciamo l’imbarazzante rapporto privilegiato di Landini con Renzi che ha confuso, disorientato il corpo militante e ritardato la messa in campo delle mobilitazioni.
Difesa e aumento dei salari, lotta alla precarietà, cancellazione delle riforma Fornero sulle pensioni, riduzione degli orari di lavoro a parità di salario e reddito dignitoso per disoccupati e per chi cerca lavoro sono i punti principali di una piattaforma unificante e mobilitante dell’insieme del mondo del lavoro. Piattaforma che rivendichiamo dalla Cgil e che orienta la nostra pratica contrattuale e vertenziale.
Non possiamo più permetterci di attendere le estenuanti ricerche di azioni comuni con Cisl e Uil o inutili incontri con padroni e governo. Questa pratica fino a ora ha prodotto soltanto piattaforme inadeguate e impresentabili ai lavoratori o accordi come quello del 10 gennaio che oltre a restringere i diritti dei lavoratori ha già dimostrato tutto il suo fallimento con la vicenda Alitalia.
“Il sindacato è un’altra cosa – Opposizione Cgil” si impegna a mobilitare tutte le forze a sua disposizione per promuovere una campagna nei luoghi di lavoro per discutere la necessità di una pronta mobilitazione fino a arrivare a un vero sciopero generale.
Facciamo appello a Democrazia e lavoro, alla Fiom a sostenere insieme questa importante battaglia .
Parteciperemo e invitiamo a partecipare a tutte le iniziative di lotta messe in campo dai movimenti che si oppongono al governo Renzi a partire dallo sciopero sociale del 14 novembre. Siamo parte di quel vasto arco di forze impegnato in questa straordinaria giornata di mobilitazione e di sciopero. Abbiamo bisogno di rompere la ritualità delle mobilitazioni d’autunno, certo importanti, ma che non parlano alla condizione dei lavoratori e non sedimentano nulla. Per questo riteniamo che la scadenza del 14 novembre debba essere preceduta da una assemblea nazionale di delegati e delegate dei luoghi di lavoro, quadri sindacali e attivisti sociali che sia punto centrale di dibattito e di indicazione di piattaforma. Come Opposizione Cgil ci impegniamo perché tale scadenza sia la più ampia e unitaria possibile, convinti in ogni caso a realizzarla, facendone il punto di riferimento centrale per la nostra adesione al 14.
Continueremo a chiedere alla Cgil la proclamazione di uno sciopero generale e proporremo che esso sia preceduto da una campagna generale di assemblee di base.
Con questa scelta confermiamo che il baricentro della nostra iniziativa è orientato alla ricostruzione di un nuovo ciclo di lotte, di quel conflitto e di quel protagonismo senza il quale nulla è possibile. La guerra si affaccia nuovamente nel cuore della vecchia Europa. Il conflitto in Ucraina rischia per scelta deliberata della Ue e degli Usa, di sfociare in un conflitto globale. La guerra potrebbe l’ultima carta del capitale per uscire dalla sua crisi piu grave. Guerra, neoliberismo sono due facce della stessa medaglia e vanno combattute entrambe.
Aderiamo alla campagna contro il trattato TTIP, alla manifestazione di sabato 27 a Roma per la Palestina. Saremo in piazza a Napoli il 2 ottobre contro il board della Bce. Siamo protagonisti della mobilitazione dei precari della scuola su un terreno di profonda unità intersindacale, il 10 ottobre manifesteremo in tutte le piazze d’italia contro la riforma della scuola di Renzi e il 18 ottobre manifesteremo con la Fiom.
Al lavoro ed alla lotta! Fermiamo l’attacco ai diritti ? No alla barbarie!
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