ODG Funzione Pubblica

ODG presentato dai compagni e dalle compagne dell'area al direttivo nazionale della FP 16/09/2014

Il Comitato Direttivo FP  CGIL ritiene del tutto inaccettabile la cosiddetta riforma  della Pubblica Amministrazione voluta pervicacemente dal governo Renzi attraverso lo strumento del Decreto Legge, il DL 90/14 poi convertito in legge. In sostanziale continuità con il disegno già perseguito dall’ex ministro Brunetta, il Governo Renzi/Madia, attraverso il sostegno di una incessante campagna mediatica, ripropone al Paese l’immagine di una P.A. dal “grasso che cola”.
Oltre i programmi demagogici, in realtà è di comune osservazione il consistente e drammatico peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro nel pubblico impiego, l’estensione di vaste aree di precariato, l’inadeguatezza ormai cronica dei servizi rispetto ai bisogni dei cittadini e lo smantellamento progressivo degli stessi, con l’obiettivo di una loro privatizzazione.
La cosiddetta “riforma”, in concreto, contrasta in diversi punti le tutele e i diritti garantiti dalla legge 300/70 (Statuto dei lavoratori).
Ai/Alle lavoratori/trici viene resa obbligatoria la mobilità forzata, con il trasferimento coatto entro 50 km. A seguire c’è il demansionamento. La sua prima applicazione avverrà grazie alla mobilità stessa e agli effetti della spending review: il lavoratore pubblico, per evitare di essere licenziato dopo 2 anni di “disponibilità”, potrà chiedere una mobilità “volontaria” con decurtazione salariale e del percorso professionale acquisito. Viene confermato il blocco del turn over, quando vengono addirittura stimati a quasi 100.000 i vincitori e gli idonei di concorsi già effettuati e che non vengono assunti, anche per effetto del combinato disposto della riduzione delle piante organiche con la spending review. Vi è poi una riduzione del 50% dei distacchi e dei permessi sindacali previsti per le Organizzazioni Sindacali. Pur essendovi differenza tra i due istituti e le due diverse forme di “agibilità” sindacale, è in ogni caso inaccettabile il carattere unilaterale e autoritario di tale provvedimento. In particolare, il dimezzamento dell’istituto dei permessi sindacali, ormai nel loro insieme al di sotto dei minimi previsti dalla legge 300/70, rappresenta un pesante attacco alle possibilità di lavoratori/trici a organizzarsi sindacalmente sui posti di lavoro a difesa dei propri diritti.
Infine, da ultimo, l’annunciato blocco dei salari anche per il 2015 è la risposta ufficiale a chi da 5 anni si ritrova con un contratto bloccato e migliaia di euro in meno. Secondo stime della CGIL, solo per effetto dell’aumento del costo della vita in questi ultimi 5 anni, la media di decurtazione salariale mensile nel pubblico impiego è di 260 euro, senza contare i conseguenti effetti su TFR/TFS e sul calcolo delle pensioni. D’altra parte, nel DEF presentato dal governo Renzi in aprile già si preannunciava il blocco dei contratti anche per gli anni prossimi venturi.
La misura è colma da tempo! Occorre uscire dall’inerzia! Il movimento sindacale deve porsi l’obbiettivo di una iniziativa complessiva che sappia rispondere a questo attacco alle condizioni salariali e di vita dei/delle lavoratori/trici e al drastico ridimensionamento di tutele e diritti. La mancanza di una iniziativa adeguata produce altrimenti sfiducia e rassegnazione.
Pertanto il Direttivo Nazionale della FP CGIL intende dare avvio a una ampia mobilitazione, a partire da una campagna di informazione e consultazione, promossa anche insieme alle RSU nei luoghi di lavoro, attraverso assemblee, affinché tutti/e i/le lavoratori/trici possano discutere e decidere i punti delle necessarie piattaforme per il rinnovo dei CCNL nei diversi settori del pubblico impiego.
Il Direttivo Nazionale della FP CGIL è impegnato a produrre entro settembre le proposte per tali piattaforme, che dovranno contenere l’obbiettivo del recupero salariale almeno di quanto perso in questi 5 anni di blocco contrattuale, la stabilizzazione dei rapporti di lavoro precari, il rifiuto della cosiddetta “produttività individuale”, il ripristino di tutele e diritti cancellati dai provvedimenti del governo Renzi/Madia e da quelli precedenti, il rilancio della contrattazione integrativa e decentrata sui posti di lavoro, anche nel sistema degli appalti, la difesa e il potenziamento dei servizi pubblici, la definizione di contratti di filiera che unifichino settori pubblici e privati (sanità pubblica/sanità privata, Enti Locali/cooperative, ecc.).
Questo percorso dovrà contenere altresì un’ampia e capillare informazione indirizzata alla cittadinanza tutta, territorio per territorio, l’informazione, il confronto e la solidarietà con i/le lavoratori/trici e i/le delegati/e sindacali delle altre categorie dei settori privati, e va proposto a tutte le Organizzazioni Sindacali presenti nei vari comparti della P.A.che si dimostrino disponibili.
Nell’ambito di tale mobilitazione generale, contro il governo Renzi e i suoi provvedimenti, il Direttivo Nazionale della FP CGIL decide di proclamare lo sciopero  generale di una intera giornata di tutti/e i/le lavoratori/trici dei settori pubblici, da attuarsi entro il mese di ottobre.
La costruzione di un percorso da articolare a livello territoriale deve necessariamente comprendere il blocco degli straordinari e la proclamazione di ulteriori 8 ore di sciopero.

Respinto con 5 voti a favore.

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