STOP al massacro a Gaza

Comunicato de Il sindacato è un'altra cosa

Il sindacato è un’altra cosa, riunito a Viareggio il 25 luglio 2014 in
occasione della prima festa nazionale, esprime la più profonda
indignazione, orrore, disappunto, inaccettabilità di quanto sta accadendo
a Gaza. Le azioni di guerra mirate e generalizzate di Israele stanno
svelando gli obbiettivi del governo Nethaniau: destrutturare ogni
istituzione politica palestinese, garantirsi il maggiore controllo
militare possibile sui territori, espandere la presenza di colonie e
insediamenti israeliani. I bombardamenti indiscriminati sulla popolazione
civile, le scuole, gli ospedali avvengono con il totale consenso della
comunità internazionale, Europa compresa. In questo quadro, il governo
Italiano conferma l’alleanza politica oltre che la cooperazione militare
che ha intrecciato con Israele negli ultimi quindici anni, avvallando di
fatto le scelte del governo israeliano, concentrandosi nella propria
battaglia di prestigio per la conquista della PESC con la Mogherini.
Questa progressiva svolta si è inscritta in una nuova e complessiva linea
della politica estera italiana, che ha promosso il moltiplicarsi di
“guerre umanitarie” in violazione della Costituzione, dichiarate
necessarie per “l’esportazione della democrazia” (cioè per la difesa
degli interessi economici e politici del capitale italiano). Una linea
che, moltiplicando interventi militari diretti e indiretti in tutto il
medioriente e nel mondo arabo in generale, ha di fatto sostenuto e
sospinto la diffusione in tutte le popolazioni coinvolte di culture
politiche e sociali fondamentaliste, reazionarie, antisemite e antiarabe.
A 66 anni dalla fine del conflitto mondiale l’Europa non è riuscita a
risolvere la madre di tutti i conflitti. In questo caso non si tratta né
di tregua umanitaria né di cessate il fuoco. Si tratta di riconoscere
concretamente ai palestinesi il diritto di vivere in uno stato
indipendente e libero.
L’attacco di Israele è una violazione del diritto internazionale e dei
diritti umani di un paese già recidivo condannato più volte sia per il
muro che per le colonie e in questo caso specifico dovrebbe esserlo per la
sua decisione consapevole di bombardare la popolazione. Gaza è un posto da
cui non si può né uscire né scappare. Ha una densità di popolazione per
metro quadro più alto del mondo. È evidente che non si va lì a bombardare
i covi terroristi, ma donne, uomini e bambini.
Per questo chiediamo:
Cessate il fuoco immediato e unilaterale di Israele sul territorio di Gaza;
Sospensione immediata della fornitura di armi a Israele da parte del
governo italiano;
L’apertura immediata dei valichi e la fine dell’embargo via terra e
via mare sulla striscia.
Alla Cgil chiediamo una immediata mobilitazione con assemblee nei luoghi di
lavoro, raccolta di fondi e invio di aiuti umanitari in accordo con la
cooperazione internazionale;
Chiediamo anche che la Cgil avvii una discussione seria sulla produzione e
il commercio di armi dell’Italia.

Il sindacato è un’altra cosa – Opposizione Cgil

SIAMO tutti PALESTINESI

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