Cosenza, accordo detassazione straordinari. Nota dell’Area “Il Sindacato è un’altra cosa”
Molto enfatizzato da alcuni dei firmatari (lo si è addirittura definito “accordo anticrisi”) per gli effetti benefici che dovrebbe produrre sull’economia locale.
Si tratta in realtà della mera trasposizione su scala territoriale di un accordo nazionale firmato nel mese di maggio che, confermando i contenuti di intese precedenti, prevede l’applicazione di agevolazioni fiscali “erogate a fronte di prestazioni lavorative diverse da quelle rese in osservanza degli orari di lavoro applicate in azienda”. Tradotto dal sindacalese, si può dire che siamo di fronte ad una pura e semplice detassazione dello straordinario che deriva da un provvedimento reiterato dalle ultime leggi di stabilità .
Scelte di questo tipo confermano la volontà delle imprese – assecondate dal Governo – di fronteggiare gli effetti della recessione continuando a produrre a costi sempre più bassi, pagando meno i lavoratori e facendoli lavorare di più.
Ma misure di questo tipo servono veramente a modificare l’andamento disastrato dell’economia di questo territorio e a contrastare gli effetti devastanti della crisi?
Posto che il recente accordo fra Confindustria e Sindacati cosentini conferma integralmente i contenuti di un’analoga intesa sottoscritta nel 2013, può risultare utile provare a valutare gli effetti che quest’ultima ha prodotto sul tessuto economico provinciale. Secondo i dati ufficiali forniti dal Ministero del Lavoro, “la mancata ripresa economica ha determinato il progressivo deteriorarsi delle condizioni del mercato del lavoro” locale. Così, nel 1° trimestre del 2014, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, in provincia di Cosenza si sono persi 4746 posti di lavoro in agricoltura, 6726 nei servizi alle imprese e ben 7411 nei settori dell’industria, del commercio, dei trasporti e della pubblica amministrazione. A fronte di ciò, il tasso certificato di disoccupazione (da cui sono esclusi i cosiddetti “scoraggiati”) è passato dal 28,1% del 1° trimestre 2013 al 34,5% registrato al 31 marzo 2014.
Questi dati sembrano sufficienti a dimostrare l’assoluta inefficacia degli interventi anticrisi fin qui immaginati sia sul fronte delle istituzioni e della politica, sia su quello delle parti sociali.
Interventi che puntano ad incentivare il lavoro straordinario in presenza di così elevati tassi di disoccupazione possono solo essere frutto di cecità ideologica, ed appaiono assolutamente irrazionali ed in contrasto col più elementare buon senso.
Non è così che si tutelano gli interessi dei lavoratori, dei precari, dei disoccupati cosentini. Il Sindacato, se vuole evitare di essere travolto dalla profonda crisi di rappresentanza che lo attraversa, deve uscire in fretta dalla subalternità culturale di questi anni e provare ad elaborare una proposta politica autonoma, fuori dagli schemi imposti dall’attuale quadro di compatibilità.
Per cominciare, un’ipotesi su cui sfidare gli altri soggetti economici e sociali ad una riflessione di merito, potrebbe essere quella relativa ad un’immediata e concreta redistribuzione del lavoro che c’è, da praticare attraverso una drastica riduzione dell’orario a parità di salario: esattamente un paradigma rovesciato rispetto a quello seguito fino ad oggi.
Delio Di Blasi
Il Sindacato è un’altra cosa Opposizione in CGIL – Cosenza
Martedì 15 Luglio 2014 14:42
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