Contratto nazionale edili: ancora un rinnovo al ribasso!

PROPOSTA DI O.d.G. presentata al C.D. (Comitato Direttivo) Nazionale della Fillea-CGIL del 2 Luglio 2014 da Alessandra Pierosara e Armando Zenorini (“Il sindacato è un'altra cosa”) e posto in votazione in alternativa al documento della maggioranza che approvava il mandato a firmare il CCNL dell’Edilizia ANCE/COOP al Segretario Generale Walter Schiavella, e che ha ricevuto 2 voti a favore, con un’astensione. (Trascritto dall’originale steso a mano).

Il C.D. Nazionale della Fillea-CGIL, riunitosi per valutare l’ipotesi di rinnovo dei CCNL per l’edilizia ANCE e COOP, valuta insufficiente, pur in presenza di innegabili progressi rispetto a quanto Filca –CISL e Feneal-UIL erano disposti a firmare già un mese fà, quanto previsto nell’ipotesi stessa, in particolare in riferimento ai seguenti punti:

  1. Una erogazione economica assolutamente insufficiente (40 euro a regime sul parametro 100), anche per la vacanza contrattuale di 18 mesi già trascorsa, a cui si aggiungono i 24 mesi previsti da questa ipotesi; erogazione per di più in due tranches, la prima di solo 15 euro.

  2. La trasformazione della “previdenza complementare facoltativa” in “previdenza complementare obbligatoria”, così come previsto dall’istituzione di un contributo aziendale di 8 euro mensili a parametro 100, che prevede così l’iscrizione automatica ai fondi contrattuali di settore dei lavoratori che ancora non l’avessero fatto.

Fatto che presenta, agli occhi di numerosi giuristi interpellati, gravi profili di illegittimità e

che dà la possibilità a soggetti terzi, sindacali e non, di aprire contenziosi in merito.

  1. Un’applicazione del “decreto Poletti” (Legge 78/2014) tutta a vantaggio della parte datoriale, con attestazione del lavoro a T.D. (tempo determinato) sui livelli massimi lì previsti (40% complessivo della forza lavoro), e con ulteriori 8 mesi di proroga (contrattuale) concessi oltre ai 36 lì già previsti. Questo a fronte della dichiarata volontà di ricorrere in sede U.E., espressa dalla Segretaria Generale della CGIL, Susanna Camusso, e da altri esponenti della Segreteria Nazionale della CGIL, contro al Decreto.

  2. La mancanza della previsione, nell’istituendo FNAPE (Fondo Nazionale per l’Anzianità Professionale Edile), della prevalenza del diritto all’erogazione sui vincoli di sostenibilità economica.

  3. La necessità, ai sensi degli Statuti della CGIL e della Fillea, di concludere la consultazione dei lavoratori prima della sottoscrizione definitiva di questa intesa; considerando le somme erogabili dal 1/72014 come “indennità di vacanza contrattuale”, in attesa del voto dei lavoratori.

  4. Un’eccessiva delega concessa alla contrattazione territoriale, in specie nella determinazione dell’orario di lavoro.

  5. Un ampliamento delle già numerose tipologie di lavorazione che non prevedono lo spostamento della posizione del lavoratore interessato dalla C.E. (Cassa Edile) di provenienza a quella di svolgimento dei lavori.

Per tutto quanto sopra esposto, e confidando nella maturità e nella capacità di lotta dei lavoratori dell’Edilizia e delle Costruzioni, pur nel quadro delle difficoltà dettate dall’oramai cronica e pluriennale “crisi sistemica” a livello planetario,

Il C.D. della Fillea-CGIL dà mandato,

al Segretario Generale, unitamente alla Segreteria Nazionale, di chiedere alle parti interessate la riapertura delle trattative sui CCNL per l’edilizia ANCE e COOP.

Roma, li 02/07/2014.

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