Da Genova
Genova, 15 maggio 2014
Siamo venuti a conoscenza che la compagna Alessandra Perrotta ha deciso di dimettersi dalla CGIL e contemporaneamente di aderire a USB – leggi. Pur rispettandola, non siamo per nulla d’accordo con questa sua scelta.
Così come sosteneva Giorgio Cremaschi in una sua “Lettera ai militanti de Il sindacato è un’altra cosa” a fine febbraio, “Dopo la conclusione delle assemblee di base possiamo dire che abbiamo un grande risultato. Decine di migliaia di iscritte ed iscritti hanno sostenuto il nostro documento in condizioni proibitive e questo ci dà una grande fiducia sull’andare avanti. La percentuale che ci verrà assegnata dipende dai tanti voti falsi che abbiamo denunciato e continueremo a denunciare, ma i nostri voti sono tutti veri e bisogna farli valere. Prima di tutto bisogna organizzarci e bisogna che tutte e tutti coloro che han fatto il congresso, tutte e tutti i/le delegati/e eletti/e ai vari livelli congressuali restino in attività: per noi il congresso continua.”
Con la nostra iniziativa e la presentazione di un Documento congressuale alternativo, non avevamo certo la presunzione e/o l’illusione di poter cambiare così, semplicemente con questo, la CGIL e l’intero movimento sindacale. Sappiamo che ci vuole ben altro! e la strada per farlo è lunga e complessa! Noi avevamo l’obiettivo di utilizzare la scadenza congressuale affinché le nostre posizioni fossero conosciute e sostenute nella CGIL, il più grande sindacato di massa del nostro paese, e per costruire una rete di centinaia / migliaia di delegat* e attivist* sindacali, con l’intenzione di uscire rafforzat* dal Congresso della CGIL. Abbiamo sicuramente raggiunto questi obiettivi iniziali, ma il vero lavoro da fare comincia adesso. Non solo: la situazione che si è determinata al Congresso nazionale della CGIL ha segnato il fallimento dell’ipotesi del Congresso “unitario” e così come dicevamo nel Documento conclusivo della nostra Assemblea nazionale del 29 marzo scorso a Bologna, – leggi – : “si è rivelato il fallimento del progetto politico degli emendamenti, che non hanno avuto alcuna influenza sulle scelte della maggioranza e che anzi alla fine l’hanno rafforzata. La nostra scelta del documento alternativo si è rivelata la sola in grado di rispondere alla realtà, e viene da pensare come sarebbe diversa la situazione se tutto il dissenso in CGIL fosse stato messo dall’inizio in contrasto con la deriva del gruppo dirigente.”
E il Documento così proseguiva: “L’Assemblea decide sin d’ora di dare continuità all’impegno congressuale de Il sindacato è un’altra cosa organizzandosi come opposizione in CGIL. La base della organizzazione sono le compagne ed i compagni dei collettivi che hanno gestito i congressi di base e i delegati eletti ai vari livelli. Questi collettivi territoriali definiranno un piano di lavoro, di organizzazione e di contatto capillare con tutto il mondo del lavoro e degli iscritti CGIL. Una conferenza organizzativa dopo il congresso nazionale della CGIL definirà la struttura della nostra area di opposizione … Il nostro impegno è di costruire ovunque aree organizzate di lotta nei territori che facciano sentire a chi difende il lavoro, a chi rifiuta lo sfruttamento, che non è solo. La lotta iniziata con il congresso continua.”
Le nostre valutazioni sono quindi diverse da quelle di Alessandra.
In ogni caso, non possiamo certo dimenticare il generoso impegno di Alessandra nella battaglia congressuale, la sua determinazione nell’affrontare una scadenza che all’inizio poteva sembrare una montagna impossibile da scalare, il contributo che ha dato.
Ad Alessandra quindi vogliamo dire che siamo certi che ci ritroveremo, pur da posizioni diverse, in tante lotte comuni.I/Le compagn* de “Il sindacato è un’altra cosa” della FP CGIL di Genova nei Comitati Direttivi provinciale e regionale
Firme:
Luigi CUNEO – Edvige GIACOBBE – Agnese MACCIO’ – Aurelio MACCIO’ – Cinzia PATRONE – Piero RAVIZZA – Donatella RIZZO – Lorenzo RUOZI – Giovanni RUSSO – Giulia SESIA – Luigi SOLA – Mauro TESO
Così come sosteneva Giorgio Cremaschi in una sua “Lettera ai militanti de Il sindacato è un’altra cosa” a fine febbraio, “Dopo la conclusione delle assemblee di base possiamo dire che abbiamo un grande risultato. Decine di migliaia di iscritte ed iscritti hanno sostenuto il nostro documento in condizioni proibitive e questo ci dà una grande fiducia sull’andare avanti. La percentuale che ci verrà assegnata dipende dai tanti voti falsi che abbiamo denunciato e continueremo a denunciare, ma i nostri voti sono tutti veri e bisogna farli valere. Prima di tutto bisogna organizzarci e bisogna che tutte e tutti coloro che han fatto il congresso, tutte e tutti i/le delegati/e eletti/e ai vari livelli congressuali restino in attività: per noi il congresso continua.”
Con la nostra iniziativa e la presentazione di un Documento congressuale alternativo, non avevamo certo la presunzione e/o l’illusione di poter cambiare così, semplicemente con questo, la CGIL e l’intero movimento sindacale. Sappiamo che ci vuole ben altro! e la strada per farlo è lunga e complessa! Noi avevamo l’obiettivo di utilizzare la scadenza congressuale affinché le nostre posizioni fossero conosciute e sostenute nella CGIL, il più grande sindacato di massa del nostro paese, e per costruire una rete di centinaia / migliaia di delegat* e attivist* sindacali, con l’intenzione di uscire rafforzat* dal Congresso della CGIL. Abbiamo sicuramente raggiunto questi obiettivi iniziali, ma il vero lavoro da fare comincia adesso. Non solo: la situazione che si è determinata al Congresso nazionale della CGIL ha segnato il fallimento dell’ipotesi del Congresso “unitario” e così come dicevamo nel Documento conclusivo della nostra Assemblea nazionale del 29 marzo scorso a Bologna, – leggi – : “si è rivelato il fallimento del progetto politico degli emendamenti, che non hanno avuto alcuna influenza sulle scelte della maggioranza e che anzi alla fine l’hanno rafforzata. La nostra scelta del documento alternativo si è rivelata la sola in grado di rispondere alla realtà, e viene da pensare come sarebbe diversa la situazione se tutto il dissenso in CGIL fosse stato messo dall’inizio in contrasto con la deriva del gruppo dirigente.”
E il Documento così proseguiva: “L’Assemblea decide sin d’ora di dare continuità all’impegno congressuale de Il sindacato è un’altra cosa organizzandosi come opposizione in CGIL. La base della organizzazione sono le compagne ed i compagni dei collettivi che hanno gestito i congressi di base e i delegati eletti ai vari livelli. Questi collettivi territoriali definiranno un piano di lavoro, di organizzazione e di contatto capillare con tutto il mondo del lavoro e degli iscritti CGIL. Una conferenza organizzativa dopo il congresso nazionale della CGIL definirà la struttura della nostra area di opposizione … Il nostro impegno è di costruire ovunque aree organizzate di lotta nei territori che facciano sentire a chi difende il lavoro, a chi rifiuta lo sfruttamento, che non è solo. La lotta iniziata con il congresso continua.”
Le nostre valutazioni sono quindi diverse da quelle di Alessandra.
In ogni caso, non possiamo certo dimenticare il generoso impegno di Alessandra nella battaglia congressuale, la sua determinazione nell’affrontare una scadenza che all’inizio poteva sembrare una montagna impossibile da scalare, il contributo che ha dato.
Ad Alessandra quindi vogliamo dire che siamo certi che ci ritroveremo, pur da posizioni diverse, in tante lotte comuni.I/Le compagn* de “Il sindacato è un’altra cosa” della FP CGIL di Genova nei Comitati Direttivi provinciale e regionale
Firme:
Luigi CUNEO – Edvige GIACOBBE – Agnese MACCIO’ – Aurelio MACCIO’ – Cinzia PATRONE – Piero RAVIZZA – Donatella RIZZO – Lorenzo RUOZI – Giovanni RUSSO – Giulia SESIA – Luigi SOLA – Mauro TESO
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