Report riunione 24 febbraio a Roma
REPORT RIUNIONE COORDINAMENTO NAZIONALE DOCUMENTO 2 “Il sindacato è un’altra cosa”. 24 febbraio 2014, Roma.
Usciamo da questo congresso registrando un risultato politico – seppur relativamente – molto importante, ben oltre quanto ci aspettassimo. I dati a oggi disponibili, seppure non definitivi, parlano di 40-50mila voti per noi.
Soprattutto abbiamo conquistato in questo percorso tanti nuovi delegati e delegate. Questo è forse il risultato più importante di tutto il Congresso. È importante ora partire da qui per dare continuità al nostro programma, rilanciando l’iniziativa sui nostri temi, a partire da pensioni e salario, organizzando il dissenso democratico dentro la Cgil e sfidando l’organizzazione sul rispetto del pluralismo. Per questo abbiamo una serie di impegni urgenti dal punto di vista organizzativo:
– fare un elenco dettagliato di tutti i delegati e le delegate elette ai congressi di base. Dobbiamo costruire una mappa dettagliata delle nostre risorse, facendo un vero e proprio archivio dei nostri contatti, anche aggiornando la mailing list;
– il prima possibile, a livello territoriale, vanno messe in programma riunioni organizzative con tutti i delegati e le delegate elette dai congressi di base. Se possibile, si valuterà se convocarle all’inizio dei congressi di camera del lavoro. Comunque, serve fare il punto della situazione e organizzarsi con i nostri compagni e compagne in tempi rapidi;
– nel periodo che va tra i congressi territoriali e quelli nazionali, valuteremo se convocare anche assemblee regionali o interregionali;
– è importante, sempre dal punto di vista organizzativo e per dare continuità alla nostra iniziativa, valutare forme di autofinanziamento e pensare a una possibile campagna di sottoscrizione.
Dal punto di vista politico, dobbiamo esprimere subito il nostro giudizio politico tanto sul governo Renzi, che rischia di essere più pericoloso persino degli altri sul piano sociale quanto sull’accordo del 10 gennaio, che riteniamo illegittimo e con ampi tratti di incostituzionalità. Useremo gli stessi congressi per esprimere su questo il nostro giudizio, invitando i compagni e le compagne a presentare al congresso ordini del giorno su questi temi (ricordiamo che gli odg che si presentano non possono ripetere argomenti già contenuti nei documenti, altrimenti non sono accettati dalle presidenze e devono riguardare argomenti interventi durante il congresso, come appunto il governo Renzi e il giudizio sull’accordo del 10 gennaio). Alleghiamo a questo report e pubblicheremo sui siti, un primo odg sull’accordo del 10 gennaio e sui vergognosi fatti accaduti a Milano il 14 febbraio.
Sull’accordo del 10 gennaio è importante chiarire che, considerata la sua incostituzionalità, tanto quanto l’accordo di Pomigliano e Mirafiori, chiediamo il ritiro della firma e non ci consideriamo vincolati alla consultazione, a cui in ogni modo, al di là del giudizio politico, non riconosciamo alcun affidamento democratico (sarà un plebiscito autoritario, con assemblee unitarie, con nessuna possibilità di contraddittorio e con il voto degli iscritti della Cgil in separata sede, senza alcun controllo e con il coinvolgimento di tutte le categorie, anche quelle non interessate all’accordo e persino con i pensionati, se anche se forse saranno conteggiati a parte).
Sempre sull’accordo del 10 gennaio ricordiamo che abbiamo fatto ricorso contro la sottoscrizione di quell’intesa al collegio statutario della Cgil nazionale , che si pronuncerà il 3 marzo. Valuteremo poi, sulla base del pronunciamento, come procedere, senza escludere nessuna strada.
A proposito di democrazia, apriamo ora una fase di contestazione pubblica dei dati del congresso. Non è accettabile che il grande lavoro fatto dai compagni e dalle nostre compagne a sostegno del nostro documento sia affogato in un mare di verbali falsi. Ovunque siamo riusciti a fare il congresso, abbiamo trovato un ampio consenso sui nostri temi, soprattutto rispetto al giudizio generale sulla Cgil. Il dato vero però è che sono stati pochissimi gli iscritti e le iscritte che hanno davvero partecipato al voto. Questo è forse uno dei dati principali e più preoccupante che esce dal Congresso.
Il dato quasi definitivo di Val d’Aosta e Trieste è da questo punto di vista assai emblematico. In queste due realtà, relativamente più piccole, i nostri compagni e compagne sono riuscite a presidiare tutti i congressi. La partecipazione si attesta intorno al 7%! Dove abbiamo potuto controllare la partecipazione è quindi bassissima. Questo ci porta a dire che, altrove, dove il nostro controllo non poteva essere così capillare, la partecipazione è invece incredibilmente gonfiata. Dobbiamo dire che tutti i congressi confederali che registreranno una partecipazione superiore al 25% sono di per sé poco attendibili.
Durante questo congresso abbiamo assistito a un vero e proprio collasso morale della burocrazia della Cgil. Non possiamo accettare che la crisi della Cgil sia mascherata da montagne di verbali a tavolino. Anche su questo faremo denuncia esplicita e pubblica e ci riserviamo di agire anche legalmente, dove valuteremo che si siano oltrepassati i limiti. Sono già aperte cause in questo senso. Dove servirà, andremo avanti.
Per queste ragioni prendiamo la decisione di non certificare i congressi a livello di camera del lavoro, salvo quei rarissimi casi, già citati, dove abbiamo partecipato a tutto il congresso. Infine, diciamo da subito che, per parte nostra, non ci sono le condizioni per cui a nessun livello ci siano chiusure unitarie dei congressi. Il nostro impegno oggi è non di essere soltanto una corrente o una minoranza, ma di costruire l’opposizione interna alla Cgil, da qui partono le nostre scelte. A partire dalle conclusioni dei congressi territoriali.
Annunciamo, infine, il nostro sostegno e la nostra partecipazione il 12 aprile alla manifestazione a Roma promossa dai movimenti del 19 ottobre contro la troika.
La nostra iniziativa non finisce con il Congresso. Anzi, comincia ora!
Coordinamento nazionale “Il sindacato è un’altra cosa”
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