A Genova la partecipazione nello SPI cresce del 55%
Il motivo di questo afflato partecipativo non è dovuto ad una crescente autorevolezza dello SPI, vista l’incapacità di questa organizzazione (come dell’intera confederazione!) di tutelare efficacemente i pensionati (di Genova come di tutta Italia) dalla povertà crescente. Abbiamo il forte sospetto che alla base ci sia stata la impossibilità delle compagne e dei compagni di Genova di presidiare le numerosissime assemblee precongressuali e le altrettanto numerose urne di votazione. Infatti i compagni avevano scelto di privilegiare i congressi dei lavoratori attivi, piuttosto che quelle dello SPI. Ovviamente non per sottovalutazione delle problematiche delle pensionate e dei pensionati, ma solo per l’evidente disparità di forze.
C’è inoltre da notare che le votazioni sono state abbinate alla consulenza offerta sul pagamento della cosiddetta mini-IMU. Agli inconsapevoli pensionati che si recavano nelle sedi sindacali per farsi calcolare la tassa da pagare veniva proposto di mettere una croce sulla scheda. Et voilà.
In ogni caso, nonostante questo contesto, il nostro documento ha raccolto nello SPI di Genova 111 voti, pari all’1,5%, raggiungendo punte superiori al 4% in alcune Leghe.
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