Il sindacato è un’altra cosa ad Imperia
Ciò è dovuto a due fattori principali: da un lato, certamente, un calo della partecipazione in sé, che forse si riscontrerà un po’ dappertutto, ma dall’altro, la capacità di presenza espressa dai/le compagn* del Documento congressuale alternativo che sono riusciti a coprire come relatori/trici la maggior parte delle Assemblee congressuali di base, a differenza di quanto avvenne quattro anni fa con la minoranza di “La CGIL che vogliamo”. Ciò ha determinato, oltre alla possibilità per gli/le iscritt* di venire a conoscenza dell’esistenza nella CGIL di una posizione alternativa, anche un maggior “controllo” sulle procedure congressuali.
Infatti l’abbattimento della partecipazione è concentrato soprattutto in alcune categorie con condizioni di lavoro più “disperse”. Tra gli edili della FILLEA, ad esempio, si passa da 766 a 55 votanti! Certo, nell’edilizia, soprattutto in una provincia con le caratteristiche di quella imperiese, la crisi ha picchiato forte, tanto che in quattro anni c’è stato un calo degli/delle iscritt* alla FILLEA del 36,5 %, ma certo non basta questo dato a ridurre in del 93% il numero dei votanti. Dunque anche la capacità di presenza e di “controllo” ha fortemente contribuito.
Anche nella FILCAMS quasi si dimezzano i/le votanti, nonostante che questa categoria abbia aumentato i/le propri/ie iscritt* del 49,1 %.
L’ 8,6% costituisce dunque un discreto risultato percentuale.
La percentuale di voti al Documento congressuale alternativo è solo di un punto inferiore a quella che ebbe “La CGIL che vogliamo” nel 2010, quando quattro anni fa raccolse 302 voti, pari al 9,6%.
Ma stavolta il gruppo dirigente locale che animò “La CGIL che vogliamo” (che nel 2010 prese il 95,3 % tra i bancari-assicurativi della FISAC, l’80,7 % nella FLC, il 46,3 % nella FILCTEM e il 37,8 % nel SLC) ha aderito al documento di maggioranza; perciò il risultato ottenuto è ancor più da valorizzare, perché tutto ottenuto sul campo, senza alcun settore di apparato in sostegno.
In conclusione, credo che i/le compagn* della provincia di Imperia, attraverso l’occasione offerta dal Congresso, abbiano gettato semi per costruire una rete di delegat*, attivist* sindacali, lavoratori/trici che potrà dare buoni frutti, nel lavoro sindacale e quando occorrerà (e sappiamo quanto occorra!) dare informazione e gambe all’opposizione e al dissenso su tante scelte della CGIL.
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