Una lettera di adesione dall’ENI di Milano

Compagni e compagne, dopo un sofferto ragionamento, abbiamo deciso di aderire alla mozione congressuale 2, “Il Sindacato è un’altra cosa” e ci sembra opportuno spiegarvene le ragioni. Avevamo partecipato con convinzione alle presentazioni degli emendamenti e creduto che finalmente la discussione congressuale si potesse misurare sulle idee e sugli argomenti, accantonando le lotte di potere tra gruppi dirigenti. Ci era piaciuto il coraggio del compagno Landini che, accantonando un triennio di polemiche roventi, aveva cercato un confronto sulle tematiche con lo spirito di riportare concordia di intenti.

Purtroppo però questo clima è durato poco; appena qualche giorno dopo avere aperto insieme la nuova fase congressuale, il Segretario Generale e la sua maggioranza hanno firmato un accordo sulla rappresentanza che limita i diritti sindacali, consente la deroga sui contratti nazionali, in nome della cosiddetta “esigibilità” non sarà possibile impugnare gli accordi per nessuna ragione e soprattutto istituisce un collegio, composto da 3 membri di Confindustria, uno CGIL, uno CISL, uno UIL e con un esperto esterno che giudicheranno e sanzioneranno quei rappresentanti dei lavoratori “ribelli” che non sottostaranno agli accordi. Le sanzioni potranno essere pecuniarie o blocco dei diritti sindacali.

Un accordo politicamente inopportuno perché lacerante e firmato da una Segreteria in fase di rinnovo; un’intesa che pare rispondere a logiche di divisione e supremazia tra gruppi dirigenti e tradisce profondamente chi come noi sperava nella possibilità di misurarsi sui problemi e non sulle persone.

Un accordo inopportuno perché metterà in difficoltà soprattutto i delegati d’azienda e delle RSU specie chi opera nelle realtà più critiche ed esposte. Un accordo inopportuno che non è stato sottoposto al parere dei lavoratori o degli iscritti ma approvato dal solo Direttivo Nazionale ed è espressione di verticismo profondo. Un accordo inopportuno perché siglato da una dirigenza in attesa di essere rinnovata da un Congresso aperto ma non ancora concluso.

Abbiamo forti sospetti che si cerchi di strumentalizzare il congresso per ottenere il consenso sul testo, evitando una regolare consultazione.

O si fa così o non se ne esce. Davanti abbiamo la prospettiva di una Cgil che non conta più nulla. Firma solo accordi in perdita e subisce tutto. Vogliamo o no dirci che non aver lottato contro la Fornero e contro il taglio all’articolo 18 e contro l’austerità ha messo la CGIL fuori gioco e danneggiato tanto i lavoratori?

E’ l’ultimo atto di un triennio CGIL debole, che ha sacrificato tanto in termini di diritti e di pensioni all’altare di una presunta “ragione di stato” a cui i lavoratori hanno pagato il prezzo più elevato.

A questo punto pensiamo sia doveroso dare un segnale d’opposizione e distacco rispetto a questa classe dirigente. Noi non concordiamo con quanto è accaduto e riteniamo che anche il percorso degli emendamenti non sia più credibile; chiediamo il ritiro della firma per far votare a tutti gli iscritti il contestato accordo di gennaio.

E’ giunto il momento di dire che il sindacato è proprio un’altra cosa.

Viva la CGIL

S. Fossati – M. Impalà – C. Maragliulo – G. Dispinseri – G. Loriga – R. Picciotto – Delegati CGIL Eni E&P Milano

1 Commento su Una lettera di adesione dall’ENI di Milano

  1. Avatar di Sconosciuto Mario Maddaloni // 10 febbraio 2014 alle 15:56 // Rispondi

    Grandi i compagni della Filctem-CGIL di Milano,dal Sud al Nord una sola voce:” il sindacato è un’altra cosa”,
    Mario Maddaloni Filctem-CGIL Napoli

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