Una lettera da Roma

Care e cari compagne e compagni, da gennaio sono iniziati i congressi CGIL di posto di lavoro. Come molte/i sanno, sono stati presentati due documenti contrapposti; il primo sostenuto da Camusso e Landini (seppure in questi ultimi giorni tra i due sono emerse profonde divisioni in merito all'accordo/regolamento sulla rappresentanza dello scorso 10 gennaio) e il secondo con firmatario Cremaschi.

Personalmente sono convinto che questa CGIL deve assolutamente cambiare; non è tollerabile che oramai ci sia una vera e propria complicità con il PD che produce subalternità nei confonti dei cosiddetti governi di larghe intese che hanno avuto e hanno mano libera per provare a far pagare la crisi da loro prodotta solo a lavoratori, pensionati e disoccupati. Non sto ad elencare i provvedimenti che la CGIL ha subito senza organizzare il conflitto (dal peggioramento della normativa sulla previdenza, alla cancellazione dell’art. 18, dal sostegno alle modifiche costituzionali al blocco dei contratti, dal peggioramento delle protezioni sociali all’aumento della tassazione sul reddito anche attraverso le imposizioni territoriali etc etc), ma i dati forniti per ultimo ieri da Bankitalia ci raccontano di un Paese tra i più ricchi del mondo dove però le condizioni materiali delle persone che lavorano, che cercano lavoro e dei pensionati da anni peggiorano progressivamente. Aumento dei poveri (+ 2% negli ultimi due anni molti dei quali lavorano) e il 50% delle famiglie in enorme difficoltà con un reddito annuo inferiore ai 25.000 euro e aumento della concentrazione della ricchezza (il 10% delle famiglie più ricche possiede il 50% della ricchezza). I poveri di più e più poveri, i ricchi di meno e più ricchi.
E il tutto senza un conflitto vero e organizzato. Mentre è in atto un gigantesco spostamento di ricchezza dalle tasche dei lavoratori, pensionati e disoccupati a quelle dei finanziaeri e degli speculatori e degli evasori, a noi manca un’opposizione politica ed un grande sindacato.

Il congresso è il luogo dove si decide la linea del sindacato. Quando ho saputo che il documento della Camusso, seppure con importanti emendamenti, era stato sottoscritto anche da una parte della minoranza, ho scritto a Marigia Maulucci e Gianni Rionaldini la lettera che allego. Ma non ho ricevuto risposte.

Credo che alla CGIL subalterna alle politiche delle “grandi intese” ed in forte crisi di rappresentanza e di credibilità, quasi scomparsa da molti posti di lavoro, che continua a perdere iscritti tra gli attivi modificandosi sempre di più in un sindacato di servizi, debba essere dato un segnale il più forte possibile.
Credo che ognuno di noi, ognuno di quelli che crede che ci sia ora più che mai bisogno di sindacato, della CGIL ma che questo sindacato non va bene, dovrebbe provare a darlo quel segnale. Nel congresso.

Ed è per questo che insieme ad altre/i (poche/i per la verità) stiamo provando ad organizzare il sostegno al secondo documento. Ma senza agibilità sindacale non è facile. Ed è per questo che mi permetto di inviarvi questa email invitandovi, se lo condividete, a sostenere il secondo documento e, se volete, a mettervi in contatto con me o telefonicamente o attraverso la email per provare ad organizzare la presenza del documento alternativo nei congressi.

Saluti comunisti
Ferruccio Nobili

Allegato: Lettera a Marigia Maulucci e Gianni Rinaldini


Ferruccio Nobili
3924140013
ferruccio.nobili@gmail.com

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