Report 25 gennaio
1) La sottoscrizione il 10 gennaio da parte della maggioranza CGIL del regolamento applicativo dell’accordo del 31 maggio è un fatto gravissimo che dà ragione al rifiuto di quell’accordo contenuto nel nostro documento congressuale.
La maggioranza CGIL, accettando quelle regole, viola il dispositivo della recente sentenza della Corte Costituzionale contro le discriminazioni in Fiat e contemporaneamente lo statuto dell’organizzazione. La firma a nome della CGIL a tale intesa è pertanto illegittima e per questo si ricorrerà alle sedi formali. Neppure una consultazione potrebbe rendere legittimo un accordo che lede diritti costituzionali e statutari dei lavoratori e degli iscritti alla CGIL. Tutte le militanti e i militanti che sostengono il nostro documento sono dunque sin da ora impegnati a contrastare ed impedire l’applicazione di questo accordo.
Di fronte alla richiesta della segreteria della FIOM di sospendere il congresso per procedere ad una consultazione degli iscritti sulla intesa, non vi sono da parte nostra obiezioni, a condizione che siano garantiti i diritti delle minoranze. Su questo dovrà esserci una richiesta formale della FIOM e una risposta formale della segreteria CGIL e degli organismi competenti.
In ogni caso quanto è avvenuto mostra che il cosiddetto documento “unitario” tanto esaltato registra un spaccatura di fondo tra chi l’ha sottoscritto. Questo dà ragione a tutte le nostre valutazioni politiche sul carattere negativo che per la vita interna della CGIL aveva quel documento. La rottura pesante anche sul piano delle accuse tra Susanna Camusso e Maurizio Landini mostra tutta la crisi della CGIL. Crisi che è ulteriormente aggravata dal fatto che comunque entrambi continuano a sostenere lo stesso documento congressuale. A questo punto bisogna dire agli iscritti della CGIL che sono chiamati a votare un documento di maggioranza privo di qualsiasi valore e credibilità politica e fondato solo su una intesa burocratica tra i gruppi dirigenti.
Ancora una volta rivolgiamo al gruppo dirigente della FIOM e alle compagne e compagni che sostengono gli emendamenti la richiesta di passare all’opposizione in CGIL. Non si può condannare l’accordo sulla rappresentanza e sostenere il documento politico di chi lo ha firmato. È il momento della chiarezza e per quanto ci riguarda valuteremo le posizioni di chi si dichiara contro l’ accordo sulla base degli atti concreti di opposizione ad esso e alla maggioranza che lo sostiene.
2) L’andamento dei congressi sinora svolti mostra tre dati chiari e difficilmente contestabili.
– Ovunque riusciamo a presentare il nostro documento raccogliamo consenso e voti. È importante il consenso politico perché esprime una condivisione alle nostre tesi che va ben oltre i voti che riceviamo. E i voti sono spesso clamorosamente a nostro favore, anche in categorie notoriamente restie ad appoggiare le opposizioni. Ma il dato positivo è anche quello della militanza che abbiamo suscitato. Siamo partiti in pochissimi ed ora siamo presenti in tutto il territorio nazionale e abbiamo centinaia di compagne e compagni che fanno i presentatori e sostengono il nostro documento. Una CGIL diversa da quella attuale avrebbe valorizzato questo fatto come una crescita di tutta l’organizzazione. Invece quella burocratica ed autoritaria di oggi vede questa partecipazione come una minaccia e reagisce di conseguenza.
In ogni caso tutto il coordinamento esprime un forte ringraziamento a tutte le compagne ed i compagni impegnati nei congressi che con grandi sacrifici stanno facendo un lavoro eccezionale.
– La partecipazione è molto bassa, molto più bassa di quella del congresso precedente. Sulla base della presenza effettiva registrata nei congressi nei quali siamo presenti si può già dire che la partecipazione reale complessiva difficilmente potrà essere superiore a 7/800000 iscritti. Ogni dato largamente superiore a questo non può che essere frutto di falsificazioni che intendiamo denunciare nelle opportune sedi. E questo non solo perché non accettiamo l’alterazione dei risultati congressuali, ma perché non vogliamo permettere che si cancelli un dato di crisi evidente della CGIL che emerge anche dalla scarsa partecipazione degli iscritti.
– Il congresso si sta svolgendo in un clima di sopraffazione della minoranza, con pratiche antidemocratiche diffuse e anche con primi veri e propri brogli. Sono state negate elementari agibilità ai presentatori del nostro documento, si è fatto e si fa l’impossibile perché essi non possano partecipare alle assemblee, spostandone continuamente la data. Si aprono i seggi anche dopo molti giorni che le assemblee si sono svolte e li si tiene aperti senza controllo. Non si procede allo spoglio dei voti, ma si portano via le schede. Manca una adeguata informazione sui due documenti e il nostro spesso non viene letto dove non ci siamo. Non si registrano i votanti.
Alla fine emerge con chiarezza che ci sono due congressi, quello dove siamo presenti e quello senza di noi. Dove non ci siamo succede di tutto e spesso aumentano improvvisamente i partecipanti, tutti ovviamente per il primo documento. Fino a verbali che annunciano partecipazioni al 100% chiaramente false.
3) Sulla base di queste valutazioni il coordinamento ha assunto le seguenti decisioni operative.
– Si presenterà al collegio statutario della CGIL la richiesta di annullamento della sottoscrizione dell’intesa sulla rappresentanza per incostituzionalità e violazione dello statuto.
– Si continua con il massimo impegno la campagna congressuale per conquistare il massimo di consenso alle nostre posizioni e per organizzare l’opposizione alla deriva della CGIL.
– Verrà contestata tutta la gestione del congresso. I rappresentanti del documento 2 nelle commissioni di garanzia verbalizzeranno a partire dalla sede nazionale l’alterazione di tutto il percorso congressuale, preannunciando la non certificazione dei risultati dei congressi a partire da quelli delle camere del lavoro. Per ogni pratica scorretta dovremo chiedere l’annullamento del congresso corrispondente. Di fronte ai brogli si procederà anche alla denuncia ai comitati di garanzia dei loro autori, per grave violazione dello statuto della CGIL. Si procederà ad iniziative di informazione verso la opinione pubblica.
-Inoltre sono state prese a maggioranza le seguenti decisioni:
Non ci si oppone alla richiesta della FIOM di sospendere il congresso, tocca alla maggioranza della CGIL decidere.
Non si esce dalle commissioni di garanzia, ma si denuncia la sopraffazione che stiamo subendo.
Nel caso in cui il percorso di denunce interne all’organizzazione non ottenga alcun risultato, esaurita ogni possibilità di ricorso, sarà possibile rivolgersi alla magistratura ordinaria.
A conclusione della riunione il coordinamento ha approvato con 4 astensioni l’insieme dei giudizi e decisioni.
Lascia un commento